Il Parco Archeologico di
SUASA

Cenni
storici
La sua fondazione risale all'inizio del III secolo AC quando
i romani dopo la vittoria nella battaglia di Sentino (295
AC) iniziarono a popolare l'Ager Gallicus (territorio così
chiamato per la precedente presenza dei Galli Sénoni
corrispondente alle odierne province di Pesaro Urbino e Ancona)
con numerose città quali Suasa e le confinanti Sentinum
(Sassoferrato), Forum Sempronii (Fossombrone), Ostra, Sena
Gallica (Senigallia), Fanum Fortunae (Fano).
Suasa era l'unica città romana nella
valle del Cesano, situata a circa 30 km dalla foce del fiume.
La città era attraversata da due strade principali:
un diverticolo della Via Flaminia che da Sentinum, staccandosi
dalla via consolare conduceva a Sena Gallica, tenendo la destra
del fiume Cesano, e dalla Via Salaria Gallica, una strada
intervalliva che la collegava con Forum Sempronii a Nord e
Ostra a Sud.
Il consolidamento del primo nucleo abitato
è riconducibile alla Lex flaminia de agro gallico et
piceno viritim dividundo ("Legge Flaminia sul territorio
gallico e piceno da distribuire individualmente") del
232 AC con la quale tutto l'ager Gallicus e il Piceno vennero
riorganizzati. Questo nucleo urbano si configurava amministrativamente
come praefectura.
Nel I secolo AC Suasa diventa municipium
assumendo quindi una maggiore autonomia amministrativa e politica.
La città nel IV secolo affronta un
graduale declino dovuto alla crisi economica e demografica
della penisola italica, nel corso del V secolo si spopola
progressivamente fino al definitivo abbandono nel corso del
VI secolo, dovuto alla Guerra Greco-Gotica che tra il 535
e il 553 sconvolge queste zone. La scarsa difendibilità
delle città di fondovalle come Suasa ne decreta l'abbandono
da parte della popolazione che si rifugia sulle alture circostanti
dando origine ai paesi medievali tutt'ora abitati, come Castelleone
di Suasa, Corinaldo, San Lorenzo in Campo, Mondavio e la sua
frazione di Sant'Andrea di Suasa, Orciano. Il nucleo urbano
da questo momento diventa una cava di materiali di recupero
per la costruzione dei nuovi abitati.
La città abbandonata continua ad essere
frequentata da occasionali viaggiatori in quanto la strada
su cui insiste è stata continuamente in uso fino ai
nostri giorni, mentre le strutture della città che
resistettero all'antico saccheggio venivano progressivamente
interrate dal sedimento pluviale.
Scavi
La città è oggetto di regolari campagne di scavo
sin dal 1987 da parte del dipartimento di archeologia dell'Università
di Bologna. Al momento sono state riportate alla luce o scoperte
numerose strutture pubbliche e private: l'anfiteatro, il teatro,
la domus dei Coiedii, un'adiacente domus tardorepubblicana,
il foro, il cardine massimo, le necropoli.

Domus dei Coiedii
Abitazione privata appartenuta ai Coiedii, una famiglia di
rango senatoriale il cui membro più prestigioso, Lucio
Coiedio Candido, servì l'imperatore Claudio nel suo
esercito, da lui fu insignito di numerose onoreficenze, ricoprì
diversi incarichi politici arrivando a diventare questore
dell'erario di Saturno. La domus si estende per una superficie
di 3500 mq, è decorata con numerosi mosaici e un pavimento
in opus sectile, si sono rinvenuti in fase di crollo numerose
decorazioni parietali realizzate con la tecnica dell'affresco.
Alcuni affreschi debitamente restaurati sono visibili all'interno
del museo civico "A.Casagrande" (foto)

Anfiteatro
L'anfiteatro è l'unica struttura della città
rimasta sempre in vista seppur parzioalmente interrato. Ha
la forma di un perfetto ellisse con le dimensioni di 98,7m
(333 piedi) per 77,7 m (260 piedi) che lo rendono l'anfiteatro
più grande della regione Marche che sia giunto fino
a noi. E' stato edificato nel I secolo DC.

Teatro
Scoperto durante la campagna di scavo 2003 grazie ad una foto
aerea, è adiacente all'anfiteatro. Ha la tipica forma
semicircolare con diametro di 55m circa. I saggi di scavo
compiuti nel 2004 hanno permesso di ipotizzare una datazione
al I secolo DC circa. ( foto: - campagna
di scavo 2004 / teatro)

Foro
L'enorme piazza della città di forma rettangolare (50x100
m) era attorniata su tre lati da una struttura porticata a
ferro di cavallo, che ospitava decine di botteghe artigiane
e negozi, mentre sul quarto lato lambiva la via principale
(cardine massimo).

Foto:
Foro / presentazione campagna di scavo 2004
La
necropoli
Lungo la via di Pian Volpello, che riprende il tracciato della
principale strada della citta', sono stati individuate due
aree di sepoltura, una a nord e una a sud dell'area urbana.
Mentre nella necropoli settentrionale e' stato messo in luce
solo il basamento di un grande monumento funerario a podio,
quella meridionale e' stata oggetto di diversi saggi di scavo,
che hanno messo in luce i resti di quattro grandi monumenti
funerari a podio, una cinquantina di semplici animazioni e
tre ustrina, cioe' aree dove era stato cremato il cadavere
i cui resti sono poi stati traslati in una tomba.
per
informazioni : info@suasa.net
telefono
347.1443664